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OnePlus One | La mia esperienza con l’assistenza e RMA

L’ultimo mio articolo risale a più di un anno fa, lo so bene. Ho un mare di bozze in sospeso e nemmeno un articolo completato. 92 minuti di applausi a me stesso. Sono cambiate davvero tante cose dalla data dell’ultimo articolo pubblicato. In questo tempo di apparente assenza, sono alquanto un’altra persona: non trollo più come un tempo, le twitstar non mi insultano più, le sorelle dei personaggi famosi non mi calcolano più.

Dopo questa dovuta introduzione, si riprende con gli argomenti da nerd ed oggi vorrei raccontarvi la mia esperienza con l’assistenza OnePlus (sì, da qualche mese ho mandato in pensione il mio amato Nexus 5 che ora giace nella borsetta di mia sorella). In giro sui forum se ne leggono veramente di tutti i colori, gente che ha ricevuto scalda vivande OnePlus™ al posto del suo One e chi c’ha trovato i selfie dei Marò.

… Bene, dico subito che la mia esperienza è stata particolarmente positiva.

Il motivo del RMA

Ho aperto un ticket di assistenza il giorno 25 giugno (era un noioso pomeriggio di fine giugno e mi annoiavo appunto) facendo notare la presenza di polvere all’interno del sensore della fotocamera. Dopo aver aperto la cover posteriore infatti mi sono accorto che non potevo pulirla senza manomettere il bollino bianco che copre una delle viti da svitare la cui rimozione invalida la garanzia, sennò avrei provveduto autonomamente. Inoltre il mio OnePlus One soffriva di un odioso alone giallo che copriva gli ultimi 3cm dello schermo, motivo in più per tentare una sostituzione. Continua

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GUIDA per Star sul Twitter: come insultare sconosciuti nel peggior modo possibile. [Tratto da una storia vera]

Tutto iniziò un torpido primo pomeriggio di febbraio quando, nella tranquillità del post-pranzo del weekend, mi arrivò una notifica sull’androide apparecchio telefonico. 

Prefazione. Non riporterò in chiaro il nome del “VIP” che crede di essere VIP perché ha le antenne puntate su tutti i motori di ricerca alla ricerca appunto di qualsiasi traccia di sé che l’internet riporta quindi poi romperebbe fortemente i maroni anche qui: non ho voglia di cancellare i commenti delle Cateners. Riporterò inoltre anche gli screenshot di tale accadimento perché se un giorno tale VIP inizierà a ragionare, avrà lo scrupolo di cancellare tale bimbominkiesca conversazione.

Ritorniamo ora indietro nel tempo:

Era un torpido primo pomeriggio di gennaio quando, nella tranquillità del post-pranzo del weekend, scrissi una delle mie solite battute inutili sul mio canale social preferito (Twitter).

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