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GUIDA per Star sul Twitter: come insultare sconosciuti nel peggior modo possibile. [Tratto da una storia vera]

Tutto iniziò un torpido primo pomeriggio di febbraio quando, nella tranquillità del post-pranzo del weekend, mi arrivò una notifica sull’androide apparecchio telefonico. 

Prefazione. Non riporterò in chiaro il nome del “VIP” che crede di essere VIP perché ha le antenne puntate su tutti i motori di ricerca alla ricerca appunto di qualsiasi traccia di sé che l’internet riporta quindi poi romperebbe fortemente i maroni anche qui: non ho voglia di cancellare i commenti delle Cateners. Riporterò inoltre anche gli screenshot di tale accadimento perché se un giorno tale VIP inizierà a ragionare, avrà lo scrupolo di cancellare tale bimbominkiesca conversazione.

Ritorniamo ora indietro nel tempo:

Era un torpido primo pomeriggio di gennaio quando, nella tranquillità del post-pranzo del weekend, scrissi una delle mie solite battute inutili sul mio canale social preferito (Twitter).

Che la battuta sia discutibilmente divertente, il dubbio permane perfino in me; ma cosa ci abbia visto di così infamante, meschino e offensivo in una simile battuta io ancora non l’ho capito. Ecco la sua risposta:

Secondo me o c’ha le sue cose oppure si appresta al termine della sua epoca riproduttiva e gli sbalzi di ormoni gli danno qualche problema. Come mi faceva notare una follower, una probabile ipotesi sarebbe stato l’hashtag #tristezzaapalate a fine tweet che, non seguendomi, non sa che è l’hashtag che uso per le mie battute. Non è quindi il suo rapporto col fratello che mi crea tristezza dato che me ne importa meno meno degli orsetti lavatori senza detersivo.

La situazione poi continua e sfocia nel grottesco perché effettivamente non sono riuscito a capire se era un troll o realmente lei in un primo momento (non avendo un profilo verificato) quindi butto un troll tweet mirato al fattore che farebbe infuriare qualsiasi utente twitter: I POCHI FOLLOWERS.

Il VIP non capisce che è finito nella mia rete del trolling e come una bimbominkia a cui hai detto bieber gay, persevera:

E persevera ancora: da oggi chiamatemi Andrea (Elevazione Umana) Venditti.

La situazione è paradossale e rimango ancora incredulo sul fatto che una persona che potrebbe essere mia madre (ma grazie a Dio non lo è) non coglie l’ironia di una battuta e si permette anche di offendere con illazioni inutili stile #catfight.

 

Ecco poi il “fiore” all’occhiello… (mi sono stancato di scattare screenshot, e che cavolo.)

 

Come dargli torto?

Arrivederci ai prossimi troll.

Andrea Venditti

CEO, SEO e Webmaster del sito web in cui stai leggendo questo messaggio.