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Iscriviamoci tutti a Sina Weibo (alterego cinese di Twitter) #einvece

Ansa – Ha del paradossale la scelta che il governo cinese sta per attuare e che influirà ancor più pesantemente al già democraticamente depauperato internet cinese. Un sistema a punti sta per essere infatti attuato – similmente alla nostra patente – per gli utenti di Sina Weibo (il Twitter cinese) che si ritroveranno a dover fare i conti con la triste realtà della censura del governo cinese.

Gli utenti saranno costretti a non dover trattare argomenti di attualità politica e sociale oppure temi ritenuti caldi dal censore in quanto il loro punteggio, inzialmente 80 punti, potrebbe essere delapidato dai moderatori con conseguente cacciata fuori dal sistema. Roba che se l’Italia fosse la Cina e scrivessi un tweet con “Monti basta tasse!!1” potrei perder più punti/voti della Lega Nord ultimamente.

In poche parole, i social network cinesi devono esser solo uno sfogo alle nostre inutili, sticazziane, banali #cazzate personali. Insomma traducendo, questo è praticamente l’uso che lo stereotipo dell’italiano medio fa di Twitter, oltre che scrivere ai suoi “idoli”.

Alcuni esempi »

1, 2, e… 3. Ah, c’è anche roba del genere eh.

Non vorrei che la Cina, oltre che i prodotti-patacca, ci stia copiando anche in questo campo forzando e imponendo ciò che a noi viene fin troppo naturale (scriver cazzate). Ovvio che non dimentico certo quei 4 sfigati comunisti che usavano Twitter per fini politici si sono già trasferiti su Google+ per aumentare il loro eco mediatico. #LOL

E comunque, seppur quest’articolo partì in forma nettamente aulica e seria, ho provveduto da subito a rovinarlo per strada, fiero di me. Resta comunque grave il (continuo) tentativo cinese di minare l’ultimo, forse l’unico strumento in grado di garantire libertà d’espressione ai nostri pensieri: internet.

Andrea Venditti

CEO, SEO e Webmaster del sito web in cui stai leggendo questo messaggio.