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MEGA.

MEGA

Kim Schmitz (Dotcom) ci riprova. Mega.co.nz è tra noi. 

Uno dei casi più travagliati e discussi nel web, lobby del copyright da un lato, Kim Dotcom dall’altro. Un braccio di ferro culminato con la chiusura del celebre Megaupload.com e con pesanti grane legali da sostenere per il corpulento Kim.

Dopo una rocambolesca e poco sobria presentazione ufficiale – con tanto di finto assalto dell’FBI – Kim ha presentato al mondo il suo nuovo servizio di file sharing. Una creatura che si pone come paladino a difesa della privacy e dei nostri dati online. È davvero condivisibile l’idea che ognuno di noi abbisogna di uno spazio online sicuro ma forse è meglio non riporre per principio informazioni confidenziali online. E questo lo sa anche mio nonno che va su Facebook.

Privacy Online per me sono due termini che collidono in qualunque contesto. 

Sotto un profilo meramente tecnico, Mega è tuttavia dotato di un interessante sistema di criptazione dei files con un codice a 128 bit e lo storing dei dati è gestito in nodi e sotto-nodi. L’Aes-128 probabilmente è uno dei protocolli più sicuri al mondo e Mega ne fa ovviamente un punto di forza. La chiave crittografica personale utilizzata per proteggere i dati dell’utente è generata al momento del login e viene associata alla password dell’account che vi consiglio di non dimenticare in quanto, almeno per ora, non vi sono procedure per il recupero. Tuttavia l’hash di questa chiave viene inviata nell’email di registrazione ed alcuni hacker sono già riusciti ad utilizzarla per violare account. Ma questa è un’altra storia.

Una novità che caratterizza Mega è un sistema in grado di riconoscere se uno stesso file è stato già caricato un altro utente prima, e in tal caso ne terrà solo una copia in memoria ai fini del risparmio di spazio e risorse. Ciò implica tuttavia che Mega ha accesso ai nostri files e forse potrebbe – in linea teorica – collidere con il principio di privacy tanto sbandierato.

Un altro fenomeno che – seguendo la scia del suo predecessore – ha preso piede fin da subito è la pirateria dilagante. Dopo l’esperienza di Megaupload spero che Mega non ricada nell’errore. Nonostante Mega  preveda ovviamente un piano di bonifica in caso di infrazione di copyright, il fenomeno continua a crescere e dopo pochi giorni possiamo dire che è già divenuto un ottimo archivio per la ricerca delle crack. Ovviamente la facilità di ricerca di film non è da meno, provate a cercare il termine dvdrip apk.

Quindi in fondo Mega è… un metodo privacyzzato di condividere la pirateria?! Chissà.

Viva la pirateria

Quei bravi ragazzi di http://mega-search.me/ hanno già creato una piattaforma volta all’indicizzazione dei contenuti di Mega e già ci si può trovare di tutto. Non oso immaginare tra qualche settimana la possibilità che venga chiuso nuovamente visto che la strada che sta (ri)prendendo è quella…

In un mondo virtuale ormai stracolmo di servizi (di base gratuiti) come dropbox, box.net, mediafire, rapidshare et similia, forse Mega vuol porsi a metà via tra un comune sito di file sharing e un servizio di store online apparentemente sicuro di dati più “personali” come i nostri backup. Staremo a vedere se saprà in grado di vincere questa scommessa o se tra qualche settimana sarà chiuso per infrangimento di copyright.

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Andrea Venditti

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