Nissan Leaf durante la ricarica

Noto con piacere che il Guest Posting sul mio blog prende sempre più piede, soprattutto per dar spazio a cari amici che trattano argomenti decisamente attuali ed interessanti come in questo caso.

In questo articolo l’amico Antonio Caiazza ci racconterà la sua avventura e le sue impressioni con l’auto che Nissan gli ha permesso di testare per qualche giorno: la Nissan Leaf.

L’auto elettrica: una tematica alquanto delicata che ci proietta nel futuro di molti anni, un fenomeno già in rapida espansione nel resto del mondo ma che in Italia sembrerebbe esser frenata dal macigno delle tradizioni e della scarsissima apertura mentale quando si tratta di investire (anche economicamente) sul futuro.

Buona lettura.

Andrea Venditti

Grazie ad una attenta e mirata conversazione attraverso i social network sono riuscito ad avere (seppur per qualche giorno purtroppo…) l’auto dei miei sogni, la Nissan Leaf, che di auto ha solo il nome e l’aspetto esteriore, il resto è tutto nuovo, tutto futuristico, tutto promettente.

Sarà che sto studiando alcuni particolari dell’auto al corso di propulsione dei veicoli elettrici che seguo all’università Federico Secondo di Napoli, sarà che ha il sistema chiamato carwings che dialoga con lo smartphone, sarà che ha un accelerazione e coppia da paura, sarà che è elettrica e mossa da un sincrono trifase (brushless), sarà che, se guardiamo all’ambiente, sia come emissioni (zero!) sia come rifiuti (è riciclabile al 95% e la poca o scarsa manutenzione si traduce in pochi rifiuti) vien da dire: come mai in Norvegia sono state vendute 3mila auto, a New York verrà usata come taxi e, se nel mondo Nissan ha venduto in tutto diecimila Leaf, in italia sono circa 50 i modelli immatricolati (che poi sono quelle dei concessionari)?

Nissan Leaf

La risposta è semplice: niente colonnine, niente incentivi e menti preistoriche che preferiscono un’auto dalla gloriosa storia (vedi Panda, Punto, 500) di quando noi italiani ancora sapevamo fare qualcosa, con sì un motore buono turbo diesel, benzina, gpl o metano, ma che possiamo trovare anche in auto di 7-8 anni fa, quindi cambiare auto per prendere lo stesso motore ma solo design diverso è una scelta che molte persone intelligenti, che non hanno fatto km tali da demolire l’auto, non fanno.

 

Eppure siamo noi italiani, anzi Alessandro Volta se vogliamo far i precisi ad aver scoperto la batteria o di Galileo Ferraris che ha inventato il motore elettrico (enunciò il principio, fu poi Tesla ad applicarlo ad un progetto). Ma si sa, quel poco di prestigio che ci resta lo dobbiamo solo al passato, l’italiano ha seguito alla lettera il ritornello di una canzone del passato che faceva: “finchè la barca va lasciala andare” prima o poi questa barca si arruginirà ed affonderà, sempre se non incontri prima uno scoglio…

 

Senza peccar di disfattismo nei confronti degli italiani, torniamo ora all’auto che con la situazione italiana ha un difetto facilmente confrontabile con gli smartphone di ultima generazione, l’autonomia delle batteria non è paragonabile alle auto a combustione (l’equivalente dei cellulari rispetto agli smartphone). Se però pensiamo che il 90% degli europei non percorre 150km in un giorno, il problema è principalmente nelle menti chiuse all’innovazione.

Nissan Leaf

Durante la mia peregrinazione nella città partenopea, l’auto non passava certo inosservata: in molti mi hanno fermato chiedendomi cose anche molto curiose, tra cui ricordo:

  • 150km di autonomia? E se volessi andare a Roma? (il signore in questione non è mai stato a Roma…)
  • 150km di autonomia? Ma io li faccio sola andata… (sì, magari per andare a quel paese….)
  • 150km di autonomia? La mia macchina ha 1000km di autonomia! (non ha mai fatto il pieno in vita sua e dal benzinaio mette max 10€ se proprio non trova una 5€ nel portafoglio…)

Inoltre mi sono state poste ulteriori domande alquanto divertenti come ad esempio:

  • Ma se tocco l’auto prendo la corrente?

Oppure, riguardo il recupero dell’energia in frenata e decellerazione:

  • Ma se scendo Montevergine (nota meta turistica campana che si trova in cima ad una montagna) dopo che ho sentito la messa, oppure il Vesuvio si carica tutta l’auto in discesa?

Sorge spontanea una riflessione: come ce la porti l’auto sopra, con l’elicottero o con DHL? Questo per dire che in discesa non recupererai forse nemmeno la metà dell’energia spesa che hai fatto in salita con l’auto.

 

Altro particolare che dimostra la mancanza al voler comprendere i particolari prima di dare un giudizio definitivo è sul prezzo, dopo aver risposto alla domanda iniziale, ho assistito a scene di panico, gente che scappava, che alzava il finestrino e mi ignorava (manco volessi vendergli l’auto, visto che non lavoro nemmeno per Nissan…), persone che già ne pronosticavano il fallimento, ma  facciamoci due conti:

Incentivi alla mano siamo intorno ai 23mila € (sul sito Nissan spiegato meglio http://www.nissan.it/IT/it/vehicles/electric-vehicles/leaf.html) e praticamente questo prezzo viene ripagato nel tempo con moltissimi risparmi quali manutenzione (a 30mila km si cambia solo il filtro dell’aria), niente tassa di possesso (a vita), in molte ztl (quasi tutte) si entra gratis e strisce blu gratis (ma i vigili lo sanno?!).

 

Ma passiamo al lato nerd dell’auto, il sistema Nissan carwings: dal proprio smartphone con l’applicazione sviluppata da Nissan, è possibile vedere da remoto se l’auto si sta caricando; possiamo accendere il climatizzatore (sfruttando l’energia della rete non quella delle batterie) e visualizzare anche lo stato delle batterie. Magari in un futuro non troppo lontanto potremmo anche comandarla per farci venire a prendere, un pò come faceva Michael Knight con Kit nel telefilm Knight Rider. “Leaf passami a prendere alla Coop”.

Per quanto riguarda tutte le caratteristiche ed optional di serie (tantissimi) ed a pagamento (solo 3 cose, di cui si può fare a meno) vi rimando al sito Nissan: http://www.nissan.it/IT/it/vehicles/electric-vehicles/leaf.html

 

Conclusioni in relazione alla situazione Europa:

In italia ultimamente si parla molto di crescita e di futuro ma nessuno affronta la questione della della mobilità elettrica che rappresenta il vero futuro. D’altronde prima o poi dovremo limitare drasticamente le auto a combusione in favore di queste elettriche: in Europa (e nel mondo) molti l’hanno già recepito ed hanno anticipato perfino i tempi come l’Estonia che ha una superficie pari a circa due volte la Lombardia ed ha già installato 200 colonnine Ultra Fast dc (55kw 100A e carica interamente l’auto in 30min circa) ed altre 700 altrettanto veloci con l’obiettivo di avere una colonnina di ricarica ogni 50km. Volete vedere quante colonnine ci sono nel Regno Unito? Guardate voi la differenza Uk (sinistra) Londra( al centro) vs. Italia (destra):

 

Differenza colonnine Regno unito vs. italia

 

La Francia ha la Renault (ma anche Citroën e Peugeot sono attive) che si prepara a commercializzare la bellissima Zoe (una Clio elettrica) ed ha inoltre Kangoo (veicolo commerciale), Fluence ( segmento della Laguna) e il conosciutissimo Tweezy, l’urban crosser originale che piace a molti. Anche la Germania ha l’obiettivo ambizioso che prevede l’adizione di ben 1 milione di veicoli elettrici entro il 2020 ed intanto hanno già inaugurato la prima stazione di ricarica veloce sull’autostrada tedesca A8 (che collega Karlsruhe a Monaco di Baviera) in corrispondenza dell’uscita di Irschenberg: 5€ e carichi tutta l’auto in 20-30min.

 

Potrei continuare a parlarvi di come gli altri nel mondo si stiano già preparando ma finirei solo per rinunciare alla salute del mio fegato. Perché il mondo fa qualcosa e noi? Rivolgendo lo sguardo al caso esemplare dell’Abruzzo alle prese con la ricostruzione post-terremoto, si sta procedendo all’installazione di alcune colonnine di ricarica che tuttavia di veloce hanno solo il tempo di obsolescenza in quanto richiedono tempi di ricarica piuttosto lunghi.

Concludo poi dicendo che, oggi l’auto elettrica è un po’ come i primi pc o cellulari, sia dal punto di vista del prezzo che lato componenti: essi verranno via via resi meno ingombranti, prime su tutti le batterie: attualmente l’ultima evoluzione (montati sulla Leaf) sono litio ferro fosfato (LIFePO4 o LFP) ma stanno già perfezionando le Litio aria che permetteranno autonomie di 800km ed oltre!

 

Quindi Italia se ci sei batti un colpo!

Rischiamo di ritrovarci fuori – sta diventando sempre più nostra abitudine – dall’ormai prossima rivoluzione della mobilità civile. L’auto elettrica è una tecnologia valida che nonostante sia ancora in uno stato embrionale, si sta dimostrando l’alternativa migliore: del resto molte Nazioni già investono in questa nuova tecnologia. È impensabile che Fiat, seguendo una logica perfino commerciale, non abbia interesse nell’anticipare la concorrenza innovando (come faceva qualche decennio fa), presentando nuove soluzioni eco friendly; preferisce perseverare con la Panda (a listino da 20 anni circa) e far fallire le sue fabbriche invece di osare e proiettare l’azienda e l’industria italiana verso il futuro.

 

Come diceva Battisti, chi vivrà vedrà. Sempre se le polveri sottili non c’ammazzano prima.

 

 

Media

Di seguito un video mentre l’auto si ricarica con Fast DC: da notare che in 10minuti è passata dal 37 al 50%

 

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Revisione a cura di Andrea Venditti