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Semplificazione normativa di eventi con musica dal vivo: il Senato approva il Decreto Valore Cultura

bassistarinascimentale

Forse è fatta. Il decreto presentato dal Ministro dei Beni e delle attività culturali Massimo Bray riguardante le normative per gli eventi di musica live è stato poche ore fa approvato dal Senato.

Tale decreto ridefinisce e semplifica le norme riguardanti le licenze e le autorizzazioni necessarie per organizzare piccoli e medi eventi con musica dal vivo. Tuttavia prima di gridare al miracolo, il decreto deve essere approvato dalla Camera entro l’8 ottobre e da quel giorno in Italia si potrà davvero respirare un’aria nuova per noi musicisti semi-amatoriali: se l’iter si concluderà con l’approvazione, l’incubo chiamato SIAE per i musicisti da pub potrebbe finalmente smettere di esistere!

Un dovuto ringraziamento va fatto all’ex assessore alla Cultura di Milano Stefano Boeri che con la sua petizione ha mosso gli animi di ben 36.714 sostenitori che hanno firmato e condiviso la mozione nei confronti del Ministro Bray.

Cosa prevede esattamente tale proposta?

In pratica è una deburocratizzazione a favore sia del musicista che del gestore del luogo di esibizione. Per poter effettuare uno spettacolo con musica dal vivo, in Italia vi è la necessità di permessi, licenze e autorizzazioni alquanto onerose per un piccolo locale che vuole semplicemente movimentare una serata facendo suonare il gruppo del “cugino”. Da musicista semi-amatoriale ho vissuto tali complicanze sulla mia pelle, quando purtroppo si è costretti a trasgredire le regole in quanto le spese da sostenere per il locale ospitante (spesso un piccolo bar) risultano eccessive. L’idea proposta è quella di liberalizzare gli eventi con musica dal vivo in luoghi con meno di 200 persone fino alle ore 24. Con una semplice autocertificazione, il gestore del locale eviterà la trafila burocratica che prevede la precisa compilazione del famoso borderò indicando tutti i brani eseguiti per poi consegnarlo all’ufficio SIAE (per maggiori informazioni dai uno sguardo all’art. 51 del Regolamento di esecuzione della Legge sul diritto d’autore).

In un’Italia indebitata fino al midollo dove la Cultura (anche musicale) vive un periodo buio per mancanza di fondi, un micro-segnale di speranza finalmente ci arriva dalla Politica. Non ci resta che attendere il definitivo.

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Andrea Venditti

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